Un pizzico di eighties nei nuovi Keane
Gli anni '80, senza alcun dubbio, sono il decennio che ormai chiunque ama citare. Sempre! Dopo la frettolosa abiura di quella decade da parte della stampa più integralista, era un'epoca ritenuta semplicemente "da buttare", un revisionismo sin troppo generoso tende oggi a ricondurre tutto (o quasi) ai quei due lustri pop per eccellenza.
Prendiamo "Perfect Symmetry" dei Keane, terzo album in studio del trio inglese, presentato immediatamente come "la svolta anni '80 dei Keane". Una piccola, innocente, mistificazione, se vogliamo. Se consideriamo il trittico di brani che apre il disco ("Spiralling", "Lovers Are Losing" e "Better Than This") effettivamente l'invadenza di un certo modo nuovo (o vecchio?) di arrangiare le canzoni risulta ben percepibile: sintetizzatori, white-funk, smaccate citazioni ottantiste ("Ashes To Ashes" di Bowie) e una strana, inedita, leggerezza formale. Poi il disco lo si ascolta tutto, perchè i Keane saranno criticabili ma sanno come far scivolar via, una dietro l'altra, melodie spesso cristalline, e ci si accorge che il loro meglio lo danno ancora quando si dimostrano quelli che già conoscevamo, assalendo l'ascoltatore con lo sturm und drang sonoro che si aspetta da loro ("Again And Again", "Playing Along", "Black Burning Heart", "Love Is The End").
Morale, mi piacerebbe anche sapere da voi, ipotizzando sfide incrociate con altri autori coetanei o quasi, quanto bravo ritenete Tim Rice-Oxley, uno che, per quanto mi riguarda, non scrive certo peggio di un Chris Martin...
A voi la palla!

E io penso sia una scelta azzeccata. Mi fa sempre piacere quando un gruppo cerca di cambiare, per carità erano già bravissimi così, adesso hanno deciso di mettersi in discussione ancora di più... in conclusione spero che abbiano finalmente, sia Keane che Coldplay, il successo che meritano, perchè fino ad ora forse sono rimasti un po' in ombra e non per loro demeriti
ciao a tutti