Jovanotti canta a Cuba per la pace
Un milione e 500mila in piazza, vestiti di bianco, per inneggiare alla pace e alla fratellanza fra i popoli: è accaduto all'Havana, in occasione del grande concerto "Pace senza frontiere", organizzato dal cantante colombiano Juanes, e dedicato in special modo agli esuli cubani in tutto il mondo.
Fra i numerosi artisti ad esibirsi sul palco il nostro Jovanotti e Miguel Bosè.
Al grido di "Siamo tutti uguali", i cantanti si sono esibiti davanti alla folla in delirio.
Jovanotti ha portato sul palco "Penso positivo" e "L'ombelico del mondo", che, come ha tenuto a precisare "è Cuba": Lorenzo Cherubini ha, infatti, scritto questa canzone poco dopo la sua esibizione del 1995 all'Università dell'Havana.
"Sono l'unico su questo palcoscenico a parlare un'altra lingua - ha detto Jovanotti durante la sua esibizione, riferendosi al fatto che tutti gli altri cantanti erano spagnoli- ma qui ce n'è sola una: la lingua dello spirito per la pace".
Successivamente, il cantante romano ha fatto i complimenti alla band con la quale si è esibito, che non conosceva, ma con cui gli è "sembrato di esibirsi da 20 anni".
Jovanotti non ha solo distribuito complimenti, ne ha anche ricevuti: dai colleghi spagnoli che non lo conoscevano, come la cubana Aime Cardenas, e anche dal pubblico, che alla fine della sua esibizione ha invocato un "bis" che il cantante non ha potuto concedere.
Fratellanza, uguaglianza, speranza in futuro migliore: la musica si è fatta portatrice dei valori e delle aspettative di una generazione, che in Plaza de la Revolucion ha risposto alla grande con una presenza massiccia e un'atmosfera irripetibile.
"Sta diventando realtà un sogno di pace, concordia e una mano distesa al dialogo" ha affermato in conclusione Miguel Bosè, anche lui acclamatissimo dal pubblico.
Gli organizzatori di "Pace senza frontiere" si sono augurati che nelle prossime edizioni altri cantanti italiani possano esibirsi con loro in nome della pace, come Laura Pausini o Andrea Bocelli.
Un auspicio che facciamo anche nostro.
Articolo di Francesca Di Belardino

mi pare sia di arezzo.
le de vares el Jova, va la paninaro te e el to amis dei Udue!!!
L'embargo e' una cosa mostruosa.
Andreoni,si vede che sei un tifoso di Papi quello del family day:ahahahahhahah.........
Una volta avevo sentito che il negozio di strumenti musicali su via Tiburtina " Cherubini" per l'appunto fosse del padre, ma non sò se sia vero