Tu di che 'fede' sei?
La domanda chiave tra gli adolescenti, nella seconda metà degli anni 80, era questa.
Duraniani da una parte, fan degli Spands dall'altra.
Gran parte della gioventù italiana dell'epoca sognava sulle note delle canzoni delle due 'brit' band: diari che si riempivano dei loro nomi, testi e foto.
I volti dei leader dei due gruppi, Simon Le Bon e Tony Hadley, ma anche le preferenze diverse delle ragazzine più 'alternative' che snobbavano i frontmen e sceglievano i belli e tenebrosi dei due gruppi: Jhon Tayor da una parte, Martin Kemp dall'altra.
I Duran Duran ci hanno messo meno tempo, dopo il declino, a decidere di rimettersi assieme. Hanno fatto un percorso che li ha portati, qualche anno fa, a mostrarsi di nuovo per quello che erano e ancora sono: un gruppo pop con un cantante un po' imbolsito per il passaggio del tempo ma che ancora determina dei veri e propri fenomeni di migrazione: ognuno di noi può conoscere un'amica dei tempi del liceo che, in piena maturità da trentenne, ha fatto armi e bagagli e seguito l'ultimo tour italiano del 2008.
Ma oggi tocca a Hadley e soci: è il momento del ritorno per gli Spandau Ballet.
A differenza dei loro 'competitor', gli Spands hanno però passato gli ultimi 20 anni in un'aula di tribunale.
Tony Hadley, i fratelli Gary e Martin Kemp, John Keeble e Steve Norman, prima di risalire su un palco, hanno speso giorni e giorni della loro vita ad entrare e uscire dalle aule di giustizia, senza mai trovare un accordo in materia di diritti d'autore.
Solo ora sono riusciti a riparlarsi e confrontarsi, forse rendendosi conto che l'operazione 'amarcord' fatta dai loro rivali e anche da altre band famose (vedi Take That, giusto per citarne una) è l'unico modo per mettere da parte i dissidi.
La porta d'ingresso nel music biz, così, è ancora una volta quella di ripercorrere le strade di un tempo, proporre un prodotto commerciale che sia un mix tra nostalgia e emozioni, e iniziare un lungo tour che tocchi tutta l'Europa.
Tony Hadley, da solo, ci aveva già provato. Ma il risultato era stato semplicemente pessimo. Qualcuno ricorderà il tour di qualche anno fa che, tra le varie tappe, lo portò anche a Napoli. Molti, in quella occasione, addirittura abbandonarono il palazzetto in cui si svolgeva il concerto del cantante delusi dalla performance.
Del resto se l'operazione è quella di ricostruire una legenda, il 'mito' era il gruppo stesso, tutti e cinque come erano, capaci di vendere 20 milioni di dischi nel mondo.
Si vedrà presto, comunque, di cosa sono capaci, oggi, gli Spands. Magari li vedremo vestiti con meno merletti, non più simbolo di quel movimento new-romantic che decretò il loro successo anche in termini di moda, ma sicuramente saranno capaci di riportare in vita canzoni cult come "Trough the barricades", "Gold, o "True".
E, dall'altra parte, si vedrà quanti fan sono rimasti e se la loro rentrée sarà paragonabile a quella dei Duran.
Ma come anche loro dicevano, ai tempi d'oro: "It's a matter of time" (Heart Like A Sky, 1989).
E' solo una questione di tempo.
Diana Letizia

Ciao Tizy
penso la piu' bella voce del panorama musicale degli ultimi trent'anni!!
non c'era già abbastanza merda?
quante litigate con la mia amica cosetta fans dei duran duran.
W gli SPANDAU!!!
Staremo a vedere se sapranno ricreare melodie belle come quelle del passato!
scusate ignoranza ma nn so nato negli anni 80