I Green Day nei guai per dei graffiti
Forse i Green Day hanno pensato di essere troppo vecchi per certe cose, o forse il management della band ha pensato che sarebbe stata un'operazione di marketing di successo. Invece, l'idea di coinvolgere i fan australiani nel riempire le città di graffiti che pubblicizzavano il loro ultimo album si è rivelata una vera e propria figuraccia per la band californiana.
L'iniziativa faceva parte della campagna promozionale per il loro ultimo lavoro "21th Century Breakdown", uscito il 15 maggio, che sta ottenendo dei buoni risultati di vendita in tutto il mondo. Ai fan australiani della band erano stato fornito il necessario per creare graffiti che raffiguravano la cover dell'album e stencil che spingevano il disco. L'idea ovviamente non è stata apprezzata dalle amministrazioni locali che hanno trovato mura e skate-park imbrattati di murales pubblicitari: il comune di Brisbane sta pensando di minacciare legalmente la casa discografica della band. E non finisce qui, anche gli artisti di murales non vedono di buon occhio questa trovata pubblicitaria che sta occupando gli spazi a loro disposizione per esprimersi.
Un mezzo autogol per la band, anche se difficilmente intaccherà il successo dell'album e del tour mondiale che sbarcherà in Italia ad Novembre, il 10 a Milano, l'11 a Bologna e il 12 a Torino. Chissà se i sindaci italiani sono preoccupati per i muri della città...

che è un graffito pubblicitario o un graffito tout-court?
un articoletto un pò ipocrita.
comunque i muri sono il mezzo di comunicazione del/dei popoli,da sempre,non da ora.
le campagne anti graffito sono inutili e più costose del problema che vorrebbero risolvere.
perchè non una campagna anti-cartellonistica per limitare gli obbrobri pubblicitari nelle città italiane?ovvio,perchè quelle portano soldi nelle casse comunali,i graffiti-murales no
viva l'ipocrisia e il finto moralismo
I murales sono una forma di comunicazione estremamente potente ed espressiva, che ci danno un grado di libertà nell'esprimere ciò che vogliamo.
Non vedo perchè un abuso di questa espressione a fini lucrativi (come appunto indurre chiunque a replicare la cover di un album) debba essere giustificata visto che promuoverebbe il pensiero di altri e non il proprio....
è ovvio che se gli spazi riservati ai graffiti vengono inondati con questo "spamming" dopo ci si vede costretti a ricorrere ad altri muri... e non venirmi a dire che ti garba vedere i migliaia di scarabocchi che vengono scritti sui muri di edifici pubblici e privati...... parli di ipocrisia dicendo che i comuni cercano di portare a sè solo soldi, quando le amministrazioni comunali australiane citate nell'articolo hanno speso soldi proprio per adibire zone specifiche per i writers.....
ma nn posso ke essere 1 pò di parte...W GREEN DAY!!!
cmq anke loro (nn m piacciono) c'e scusate nn ne hanno bisogno
I Green Day di oggi non sono più quelli di una volta che io amavo e ascoltavo.
21st Century Breakdown è stata una grande delusione.
Però i murales sono una forma di "arte" dove ogni graffitaro si esprime. Però non sono da definire artisti perché un vero artista non sporcherebbe mai un muro di una città magari storica, oltretutto la propria. Che si comprino una tela, oppure li facciano dove è permesso farli.