Mika: una vita da teenager con la passione per i fumetti
Oltre un'ora. Una lunga, lunghissima attesa per Mika. Non un comportamento da divo, va ammesso, perché era alla prove della puntata di "XFactor", dall'altra parte di Milano. Appena si siede, sfodera un sorriso smagliante, chiede scusa e inizia a parlare. A raffica. Non lo si ferma più. Da un pensiero ne parte un altro. E poi un altro.
Partiamo dall'album. Lanciato da "We are golden" (che spopola tra radio, video e pubblicità), il nuovo disco si chiama "The Boy who knew too much". "Nel cd ci sono diversi riferimenti alla parola ragazzo, alla dimensione adolescenziale. Credo che questo progetto sia l'esame finale della mia giovinezza" spiega Mika, che di sé racconta di essere stato "un osservatore della gente" e per questo ha sempre pensato di sapere troppe cose come recita il titolo. "Non ho la sindrome di Peter Pan. E non sopporto chi mi definisce un children entertainer. Mi piace che il mio stile e il mio carattere siano come un fumetto" aggiunge.
Se il primo "Life in cartoon motion" (che ha venduto sei milioni di copie in tutto il mondo) poteva essere paragonato all'infanzia, questo disco è l'adolescenza. Come era Mika teenager? "E' stato un periodo molto confuso. In certi aspetti fantastico in altri molto difficile. Avevo tre vite: una a scuola, dove ero sottomesso, la seconda era la musica in cui mi sentivo come un boxeur, e una terza vita che era a metà strada. Ho sempre cercato di tenerle separate" racconta Mika, che è originario del Libano, da padre americano e madre libanese, ma ha vissuto tanti anni a Londra. Certo non sono mancate le pazzie da adolescente, come le fughe notturne "dalla finestra alle dieci di sera per rientrare alle quattro della mattina, con mia mamma disperata".
Definisce la sua musica da "bedroom", da camera da letto. Nel senso che lui non è cambiato, è ancora il ragazzo che tenta la strada della musica e compone le sue canzoni tra le quattro mura della sua camera. "Vivo nello stesso posto, ma l'ho sistemato. Ed è stata la cosa più stupida che ho fatto, perché ho cambiato troppo. Così non riuscendo più a trovare l'ispirazione, sono andato in studio a scrivere. Quando componi per piacere agli altri, scrivi delle schifezze. Bisogna scrivere per sentirsi meglio, e di conseguenza far sentire meglio gli altri".
Molto divertente il dettagliatissimo racconto dei suoi primi passi nella musica. Dopo diversi tentativi, incursioni nelle case discografiche e demo rispedite al mittente, Mika decide di seguire il consiglio della sorella: "devi dare a quelle persone (i discografici) l'impressione di essere già famoso". E qui parte il piano malefico. Arruolato un amico gay per scattare una foto che lo faccia sembrare già famoso e ben vestito. Set fotografico: il bagno di casa sua. Punto due: promettere dei soldi ad alcuni musicisti in caso di successo. Terzo: confezionare un cofanetto con il cd per farlo sembrare un Best of e quindi un cantante già navigato. Il tocco geniale è stato quello di numerare da uno a cento i cofanetti, così da farli sembrare pezzi unici. "Il best of conteneva anche un'intervista fasulla che avevo scritto ed era tutto decorato da nastri e brillantini incollati da me e mia sorella" spiega Mika. E il trucco funzionò. Fu un successo. Mika si era aperto una porta verso il successo nel mondo pop.
Durante la rountable, si tocca anche il discorso della bisessualità, come lui ha dichiarato in una precedente intervista. "Vorrei che si parlasse di sessualità senza usare etichette. Io adesso sono in una posizione privilegiata e posso fare quello che voglio, ma è molto difficile per chi ad esempio vive in paesi piccoli, in campagna o per uno che a 13 anni viene picchiato dai compagni di classe. Io ci sono passato, venivo malmenato a scuola, per questo non voglio che si usino le etichette - aggiunge - Sono affascinato dalla sessualità, ma non voglio che se ne parli come un discorso politico".
Lusingato dai paragoni con Madonna, racconta di averla incontrata una volta e di essersi comportato da vero fan. "Ci sono solo alcune persone che hanno inventato la scena musicale attuale, tra queste Madonna, Michael Jackson e le Supremes". "Ma solo poche persone possono diventare un Michael Jackson" conclude Mika.
Ps. Per la cronaca: Mika sarà in Italia ad aprile. Unica data il 21/04 al Mediolanum Forum di Milano.

